Ogni disco fisso è organizzato in settori (cluster), elementi che possiamo assimilare a delle piccole celle di grandezza fissa. Quando memorizziamo dei dati sul nostro hard disk, vengono occupati tanti settori quanti ne occorrono per contenerli interamente.
Nel caso non ci siano abbastanza settori consecutivi liberi per contenere il file, questo viene distribuito nei primi disponibili. Questo fenomeno, detto frammentazione, riduce sensibilmente le prestazioni del disco. Per leggere un file, infatti, è possibile che la testina debba spostarsi continuamente in zone della superficie differenti, causando un degrado nelle prestazioni di lettura e scrittura dei dati. Il fenomeno peggiora con il tempo e può ridurre la longevità e affidabilità del disco che è sottoposto a un carico di lavoro maggiore (specialmente nelle sue componenti meccaniche).
La frammentazione è causata principalmente dalla creazione e cancellazione di file e cartelle, così come dall'installazione e disinstallazione dei programmi.
Per ridurre questo fenomeno esistono appositi programmi che analizzano il disco e ricompattano i vari frammenti dei file. Tra questi, Auslogics Disk Defrag, ottima soluzione gratuita e di semplice utilizzo.
Il programma occupa pochissimo spazio su disco ma dispone di buone funzionalità. Supporta (ovviamente) partizioni disco FAT 16/32, e NTFS (anche file compressi o criptati).
L'interfaccia grafica, semplice e molto gradevole, durante la deframmentazione mostra una mappa che rappresenta i cluster del disco (come dei quadratini) evidenziando in rosso quelli frammentati, in blu o verde quelli ottimizzati, in grigio quelli liberi e in giallo quelli occupato dalla MFT (Master File Table).
Dopo la deframmentazione il programma presenta una sintesi dei risultati e un report approfondito dei file deframmentati.







