di Matteo Simeone
La storia recente ci sta ricordando con prepotenza l'importanza di poter esprimere idee, opinioni e di informare su quanto ogni giorno accade nel nostro amato (almeno per quanto mi riguarda) pianeta. La difficoltà con cui le notizie si sono diffuse durante le giornate di contestazione in Iran ha portato nuovamente Internet alla ribalta come strumento essenziale per la diffusione delle informazioni. E' innegabile: si tratta del media più potente in tutta la storia dell'umanità.
Potente perché si sta diffondendo con velocità impressionante, sta conquistando il mondo intero e non accetta di essere controllato da nessuno. Nel bene e nel male, la sua natura rende il web il mezzo più efficace di diffusione delle informazioni, della cultura e anche della non-cultura. E chiunque prova a mettergli le briglie trova immediatamente un esercito di nemici pronto a combatterlo.
Austin Heap può essere definito un cavaliere di questo esercito, che non usa fucili ma bit come armi, ma che in realtà sta combattendo una vera e propria guerra. La sua arma segreta, Haystack, si propone di fornire un accesso non controllato a Internet al popolo Iraniano, abituato a blocchi di siti web e pagine di avviso del governo.
Il nome, scusate il gioco di parole, è tutto un programma: Haystack significa "pagliaio" e il claim recita "Buona fortuna nella ricerca di quell'ago". In poche parole è spiegato il meccanismo di funzionamento del programma, che infatti, grazie a una formula matematica, nasconde il traffico Internet reale dell'utente all'interno di un flusso continuo di richieste innocenti. E anche se il traffico dati fosse individuato, la crittografia lo rende del tutto illeggibile.
Compatibile con Linux, Windows (versioni 2000 e successive) e Mac OSX (10.4 e successive), non richiede installazione e può funzionare su qualsiasi dispositivo di memorizzazione, come per esempio una chiave USB.
E' ovviamente gratuito, ma non open source. Il perché viene spiegato dallo stesso Austin nel sito web dedicato al progetto www.haystacknetwork.com, che vi invito a visitare. Rendere disponibile il codice sorgente renderebbe chiaramente più facile alle autorità governative individuare dei modi per bloccare il programma.
Sono tante le riflessioni che mi si propongono, alcune mi portano anche a pensare che uno strumento come Haystack potrebbe essere utilizzato con scopi ben poco nobili, ma sono concorde con il creatore del software sul fatto che tutti debbano potersi esprimere liberamente nel rispetto del prossimo e soprattutto che l'informazione debba fluire e diffondersi senza censure. E se per garantire questo diritto l'unica strada è questa, allora mi sento di dire che deve essere percorsa. Del resto, un coltello si può utilizzare per tagliare una fetta di pane, o per uccidere... ma la soluzione contro gli omicidi può essere quella di bandire i coltelli?







