I vantaggi del formato RAW
Adesso che abbiamo chiarito, almeno a livello teorico, che cosa è il formato RAW, e quali potenzialità è in grado di esprimere, vediamo alcuni esempi pratici in cui l'utilizzo di tale formato rappresenta un evidente ampliamento delle possibilità di elaborazione dell'immagine.
Il bilanciamento del bianco
Quando ci troviamo a lavorare con questo aspetto di un'immagine il formato RAW mostra subito la sua importanza.
Ma facciamo una piccola premessa, per chi non conosce il significato del termine bilanciamento del bianco.
Senza entrare troppo in dettagli tecnici, possiamo dire che il bilanciamento del bianco è una specifica funzionalità della fotocamera digitale che ha lo scopo di correggere l'eventuale presenza di dominanti di colore, dovute alle peculiarità della luce che illumina la scena.
Tutto nasce dalla differente interpretazione dei colori da parte dell'occhio umano rispetto alle fotocamere digitali.
A onor del vero, questo problema esiste anche utilizzando la pellicola, ed è per questo motivo che i fotografi professionisti sceglievano pellicole differenti in base alle condizioni di illuminazione.
Le macchine fotografiche digitali dispongono di funzioni automatiche o manuali per il bilanciamento del bianco, oppure consentono di impostare la temperatura del colore desiderata per lo scatto.
Utilizzando il formato RAW tutto ciò non è più necessario, poiché vengono memorizzate le informazioni relative a tutte le configurazioni di bilanciamento del bianco, permettendo al fotografo di eseguire in seguito, tramite un software di fotoritocco, le attività per l'impostazione del bilanciamento. Un po' come se avesse scattato con tutte le modalità possibili, e potesse scegliere quella preferita.
Lavorando con immagini JPEG, la correzione del bilanciamento del bianco dopo lo scatto risulta molto più complessa, con risultati generalmente meno fedeli e di minore qualità.
La profondità di colore
Abbiamo accennato prima al fatto che il formato RAW adotta uno spettro colori più esteso rispetto allo standard 24 bit RGB, che utilizza 8 bit (256 colori) per canale.
I file RAW contengono infatti 12 bit di informazione per colore, per un totale di 36 bit (RGB).
Osservate la foto mostrata di seguito, che rappresenta uno scatto in formato RAW fatto su sfondo nevoso, alla quale non è stata effettuata alcuna elaborazione:
Se volessimo effettuare qualche semplice elaborazione all'immagine, magari per migliorare il dettaglio del manto nevoso, potremmo agire su diversi parametri dell'immagine, senza preoccuparci di deteriorarla in alcun modo. Il formato RAW infatti, grazie all'abbondanza di informazioni di cui dispone, permette all'utente di sfruttarle assecondando le sue impostazioni.
Osservate il risultato di queste semplici modifiche, dove abbiamo puntato soprattutto a enfatizzare i dettagli del manto nevoso:
Quale sarebbe stata la situazione se invece di un'immagine in formato RAW avessimo avuto a disposizione un'immagine in formato JPEG?
Ho provato a ottenere lo stesso risultato, lavorando maggiormente con i livelli, ed effettuando altre modifiche piuttosto semplici. Il dettaglio della superficie nevosa è risultato migliore, ma osservate con quale perdita nell'immagine del jeans del soggetto inquadrato:
Concludendo, credo abbiate potuto capire, anche da questi pochi esempi, perché il formato RAW rappresenti per un fotografo professionista lo stato dell'arte. Dunque, se anche voi desiderate cimentarvi nella post-produzione fotografica, armatevi di una scheda di memoria capiente e fotografate in formato RAW.









