Re Google

di Matteo S.

Google distribuisce la conoscenzaSe state leggendo questo articolo, probabilmente siete rimasti incuriositi dall'occhiello e forse vi state preparando a commentare stizziti che Google è il vostro migliore amico e compagno in Internet (chissà quanti problemi vi ha aiutato a risolvere), quindi come è possibile dire che non svolge il suo compito al meglio?

Tra l'altro dovrei ringraziarlo perché molti di voi saranno qui proprio grazie a lui... sempre che stabilisca di mostrarvi queste pagine in cima ai risultati delle vostre ricerche. Senza la sua intercessione ora potrei svelarvi il segreto dell'eterna giovinezza e questo rimarrebbe relegato e custodito a vostra insaputa.

Ma mi fermo subito per una precisazione, che tengo a sottolineare e vi chiedo di tenere a mente:

Questo articolo non ha come obbiettivo la critica a Google

L'ho scritta in grassetto, magari riuscirò a non inimicarmi i suoi spider e a guadagnare qualche posizione nelle pagine dei risultati? Assolutamente no, almeno per ora, e continuando a leggere capirete perché.
In realtà, il mio continuo riferimento a Google deriva dal fatto che è attualmente e senza ombra di dubbio re incontrastato tra i motori di ricerca (a mio avviso posizione del tutto meritata). Sono proprio questi ultimi il soggetto delle mie riflessioni. Quando parlo di Google, parlo del 'motore di ricerca' in senso lato, e non credo di esagerare. Se il verbo "to google" è stato inserito nell'Oxford Dictionary ci sarà un perché.

Il potere del motore di ricerca

E' il motore di ricerca, con il suo insindacabile giudizio, che stabilisce quali informazioni siano rilevanti o utili per gli utenti che si addentrano in questo mare sconfinato che è Internet, e che rappresenta ora uno dei principali veicoli di diffusione della conoscenza. Senza di lui, la quantità enorme di informazioni (o presunte tali) sarebbe completamente ingestibile e pertanto irraggiungibile. Un compito essenziale e delicato, senza il quale Internet non avrebbe il ruolo che ha per la maggior parte di noi. Ma anche un potere enorme: l'eliminazione di una pagina dagli archivi equivale praticamente al blocco della sua diffusione sul web. Non essere nelle grazie di Google equivale a non esistere (sul web ovviamente).

La domanda è: questo ruolo viene svolto bene? Beh, se dovessi mettere a confronto i diversi motori di ricerca attualmente operativi, non avrei grosse difficoltà a stabilire che Google lo svolge meglio degli altri. Ma questo non implica che lui e gli altri lo svolgano sempre come sarebbe auspicabile.
Mi spiego meglio. Il grande successo di Google è stato determinato proprio dal fatto che il suo meccanismo di selezione dei risultati di una ricerca fosse più efficiente rispetto agli altri, ed è questo il principale obbiettivo di qualsiasi motore di ricerca. Tutti cercano di raggiungerlo basandosi su sofisticate analisi statistiche, con Google che ha introdotto l'ulteriore fattore popolarità come discriminante per valutare la qualità della fonte. Ed è proprio la qualità la chiave di lettura: siamo proprio sicuri che questi metodi riescano a garantirci la "qualità" dell'informazione? In realtà questo sistema è intrinsecamente afflitto da un bug che impedisce spesso all'informazione di qualità di emergere rispetto a quella caratterizzata da maggiore popolarità, anche se artefatta. Non ne è forse prova il floridissimo business del Search Engine Optimization?

L'arma in mano al copywriter

Search Engine OptimizationPer i non addetti ai lavori è opportuno precisare che con Search Engine Optimization (SEO) si intende un'attività molto specializzata di revisione e correzione dei contenuti, visibili e non, presenti in una pagina web. Senza entrare in dettagli tecnici, ai fini del discorso è importante capirne le finalità. Se si opera in modo professionalmente corretto, l'obbiettivo deve essere facilitare la registrazione e "comprensione" dei contenuti presenti nella pagina al motore di ricerca, che nella lettura di una pagina adotta meccanismi piuttosto rigidi (è pur sempre un software). In pratica si tratta spesso di un'attività che ha come finalità prevalente quella di scalare la vetta delle preferenze di Google per comparire prima degi altri nei risultati delle ricerche. Un'attività che spesso sconfina in vere e proprie scorrettezze che mirano esclusivamente ad attirare nelle proprie pagine quanti più visitatori possibile, anche se con contenuti poco o per niente attinenti con le ricerche da loro effettuate.
Chi ne fa le spese è proprio la qualità dell'informazione proposta agli utenti.