Gli effetti della Twitter-mania

Negli States è diventata una moda il seguire meticolosamente i twits pubblicati dalle celebrità. Eh già, perché molti personaggi illustri si sono fatti contagiare, e pare che siano quasi Twitter-dipendenti! Il fenomeno è talmente popolare che il New York Times ha stilato una vera e propria classifica dei 50 Vip più popolari e seguiti su questo social network. Tra i più conosciuti anche oltreoceano troviamo David Lynch, Britney Spears, Lily Allen, Demi Moore e baby consorte Ashton Kutcher, Arnold Schwarzenegger, Paolo Coelho, Shaquille O'Neill, Lance Armstrong, Yoko Ono e tanti altri ancora (nota per i curiosoni: sul sito del NY Times trovate la calssifica con tutti i relativi indirizzi!)

I politici lo usano per comunicare con i propri elettori, le testate giornalistiche lo usano per diffondere in tempo reale qualunque notizia o scoop (una sorta di microgiornalismo istantaneo), le star di Hollywood lo usano per comunicare direttamente ai proprio fan evitando paparazzi e giornali scandalistici.

Il filo conduttore è sempre quello: la voglia e la necessità di far sentire la propria voce a chiunque, senza intermediari, senza rischio di dostorsioni o manipolazioni, senza ritardi. Essere protagonisti e autori della nostra stessa attualità senza nessuno di mezzo.

Twitter

E questo sia che si parli di cose incredibilmente banali ("Tizio ha comprato un paio di scarpe" piuttosto che "Caio sta cucinando un dolce") sia che si parli di avvenimenti di fin troppo peso. Qualunque sia l'argomento, una barzelletta o una catastrofe, viene lanciata e letta istantaneamente da milioni di persone.

Mentre Obama pronunciava il suo discorso di insediamento i presenti scrivevano incessantemente commenti su ogni frase che sentivano dire dal presidente. Durante l'attentato terroristico a Mumbai ogni 5 secondi venivano pubblicati 80 Twits da persone che erano là e che lo stavano vivendo (e subendo!). Quando ci fu lo straordinario ammaraggio dell'aeroplano sull'Hudson a New York alcuni passeggeri scrissero su Twitter quello che stava succedendo. Prima di tutti, prima di qualunque giornalista o telegiornale, loro stavano raccontando degli eventi eclatanti in diretta a tutto il mondo!

Sinceramente trovo abbastanza sconcertante che, anche in momenti di terrore e panico come questi, il primo pensiero di queste persone sia stato uno solo: prendere in mano il telefonino (o palmare o notebook che sia) per scrivere un messaggio da pubblicare su Twitter... fosse stata l'ultima azione della loro vita! Sembra incredibile ma è quello che è successo nella realtà.

Beh.. se non è Mania questa...

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