Ci candidiamo al Nobel per la Pace?

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di Matteo S.

Il manifesto di Internet for PeaceIl mensile Wired ha lanciato nel mese di Novembre il progetto Internet for peace, che candida ufficialmente Internet al prossimo Premio Nobel per la Pace e che coinvolgerà molti ambasciatori e sostenitori. Tra questi la vincitrice del Premio nel 2003, Shirin Ebadi (prima donna iraniana musulmana ad averlo vinto), il Prof. Umberto Veronesi e lo stilista Giorgio Armani, insieme alle redazioni italiana, americana e inglese della rivista Wired.

Ed è proprio in occasione della Conferenza Mondiale organizzata dalla Fondazione Science for Peace del Prof. Veronesi che la nomination è stata annunciata ufficialmente.

E' indubbio che il rapido aumento sia nella diffusione che nella facilità di accesso (anche se rimane molta strada da fare) a Internet l'abbia trasformata in una rete di utenti, e non semplicemente di computer. Molto più di un contenitore di pagine web: uno strumento prezioso e potente per la comunicazione globale, in grado di scavalcare le barriere imposte da vincoli politici o militari, come più volte si è verificato in occasione di eventi di rilievo mondiale.

Riflettendo sull'iniziativa mi sono balenate alla mente, purtroppo, anche occasioni in cui la nostra amata rete è stata utilizzata con scopi tutt'altro che pacifici. Il suo carattere refrattario a controlli e limiti è stato spesso sfruttato per organizzare impunemente azioni criminali, e forse questo contrasta con l'idea di una rete Premio Nobel per la Pace.
Ma quanti usano Internet come 'arma da combattimento', come veicolo di contrasti e quanti invece per abbattere confini, conoscere, imparare e perché no, divertirsi? Mi piace pensare che i primi rappresentino al massimo una città, mentre i secondi siano il resto della nazione e sovrastino quanto di negativo viaggia attraverso i cavi della rete riducendolo a una piccola macchia. Forse non si potrà mai eliminare del tutto, ma perché non nasconderla il più possibile per non rischiare di rovinare l'intero abito?

Come sostiene il Prof. Veronesi, "se il web vincesse il Nobel, dimostreremmo due cose ai futuri osservatori: che abbiamo colto l'importanza della rivoluzione globale rappresentata da Internet, e che siamo determinati a veicolarne la potenza nella giusta direzione, per ricavarne il massimo nell'interesse del genere umano". E allora ben venga Internet come strumento per la difesa della pace, in grado di aiutare questa nazione di navigatori a diffondere una cultura basata sullo scambio reciproco di conoscenza, che permetta a tutti di progredire e migliorare. Sono decisamente azzeccate le parole del direttore responsabile di Wired Italia, Riccardo Luna, che definisce Internet come la "prima arma di costruzione di massa".

Diverse aziende contribuiranno al supporto del progetto. Sony Ericsson, Tiscali, Fineco, Fastweb, Microsoft Italia, Telecom Italia, Unendo Energia, Vodafone Italia, Citroën e H3G hanno creato delle pagine speciali per l'occasione, che verranno pubblicate sul numero di Dicembre del mensile Wired.

Se volete seguire il progetto, registrarvi per sostenerlo o semplicemente approfondire l'argomento, visitate il sito web dedicato: www.internetforpeace.org.