Il gioco
Chi ha avuto il piacere di giocare a Far Cry, noterà sin dalle prime battute di gioco la medesima atmosfera del successo di Crytek (2004) di cui Crysis risulta il diretto erede (anche se non ufficialmente, dato che è appena uscito il vero e proprio seguito: Far Cry 2).
Il giocatore svolgerà la maggior parte della sua avventura in scenari paradisiaci della Corea del Nord, all'interno di una giungla in un'isola molto somigliante a quella vista proprio in Far Cry. Anche il primo feeling che si ha con il gioco è particolarmente somigliante. Senza voler giudicare questo come un aspetto positivo o negativo, possiamo dirvi subito che gli ambienti di gioco non vi annoieranno. I motivi sono prevalentemente due: sono bellissimi, sono vari. E' vero che vi troverete per il 90 % del gioco nella stessa piccola isola, ma è altrettanto vero che, soprattutto nella seconda metà dell'avventura, gli sviluppatori sono riusciti a rinnovare in modo sapiente gli scenari. Alla giungla si aggiungeranno la struttura aliena, un ambiente polare e persino una nave da guerra.
La sensazione di 'libertà' che si avverte è notevole, soprattutto negli spazi aperti della giungla, dove i creatori di Crysis ci permettono realmente di girovagare come ci pare. Per evitare di perderci, e non sarebbe difficile, possiamo utilizzare un comodo radar che tramite degli indicatori ci aiuta a individuare il nostro prossimo obiettivo. Quanto detto si rivela ben presto più di una sensazione: il giocatore ha una notevole libertà di movimento e di interazione con l'ambiente che lo circonda e può affrontare le sfide del gioco in molti modi diversi. Questa percezione è decisamente preponderante nella prima parte del gioco, ambientata all'interno della giungla. Nel seguito, l'evolversi del gioco appare più guidato, anche se mai in modo eccessivo od opprimente.
Grazie al motore grafico CryEngine 2 l'interazione con gli ambienti è decisamente ai massimi livelli. La vegetazione, spesso considerata esclusivamente decorativa, diventa invece uno degli elementi che mostra la maggiore reattività all'ambiente circostante e si rivela in alcune situazioni addirittura di aiuto nell'azione di gioco. Potete sparare i tronchi degli alberi e vederli cadere, scovare i nemici correre attraverso la vegetazione osservandone i movimenti o utilizzarla come riparo dalle munizioni nemiche. Ma attenti, il tronco di un albero che ci cade rovinosamente addosso può essere fatale!
Gli edifici (non tutti in realtà) possono venire danneggiati, crollare completamente, esplodere (provate a lanciare qualche granata in prossimità di un distributore) e quasi tutti gli oggetti che incontrate sul vostro cammino possono essere presi, lanciati e a volte danneggiati.
E i veicoli? Praticamente tutti quelli che incontrate possono essere pilotati anche da voi, magari dopo aver prima ucciso gli occupanti con il vostro fucile da cecchino. Jeep, camion, carri armati, motoscafi, c'è veramente l'imbarazzo della scelta e vedrete che in molte situazioni il loro uso si rivelerà un grosso aiuto per procedere nel gioco. Avrete a disposizione sia una visualizzazione dall'interno che dall'esterno. A dire la verità la prima ci è sembrata piuttosto scomoda in alcune situazioni, per cui dopo alcune prove abbiamo sempre preferito la visuale esterna. Il sistema di controllo è semplice ed efficace e dopo un breve apprendimento vi permetterà di condurre i potenti veicoli senza troppe difficoltà.
Il protagonista, Nomad, è dotato di una tuta tecnologicamente avanzata che permette diverse modalità di funzionamento, ciascuna utile in situazioni differenti. Una prima modalità aumenta la capacità di difesa dai danni, una seconda aumenta la forza fisica permettendo a Nomad di fare lunghissimi salti, una terza aumenta la rapidità mentre l'ultima ci rende parzialmente invisibili. Le ultime tre, se utilizzate, consumano energia, pertanto hanno una durata limitata (del resto gironzolare sempre invisibili sarebbe un vantaggio un po' eccessivo, no?).
Le possibilità offerte dalla nostra nano-tuta influenzeranno in modo rilevante la nostra strategia di gioco. In alcuni casi, alcune sue potenzialità ci permetteranno di evitare del tutto alcuni combattimenti, scappando velocemente o nascondendoci del tutto dal nemico.
La tuta ci consente anche di rigenerare la nostra salute, per cui non vi aspetta nessuna caccia al medikit. Queste scelte in alcune situazioni semplificano notevolmente il gioco. Sarà difficile, per esempio, dopo un combattimento particolarmente impegnativo, rischiare la morte per la puntura di un moscerino, finché non avete trovato un medikit. Nonostante ciò il gioco, nel suo livello di difficoltà normale, si rivela abbastanza bilanciato e mai frustrante, anche se l'hard gamer dovrà sicuramente aumentare il livello di difficoltà per renderlo stimolante. Alcune curiosità riguardanti il livello Delta, il più difficile: il giocatore non si troverà davanti solo nemici più 'intelligenti' e capaci, ma subirà alcuni svantaggi come la diminuzione nella precisione delle sue armi e sentirà persino i suoi nemici parlare in coreano, rendendo quasi impossibile capire le loro intenzioni durante gli attacchi. In bocca al lupo...
L'IA dei nemici è di norma molto realistica, sia nella fase di combattimento che al di fuori di essa. Sono in grado di 'sentire' rumori e reagire di conseguenza e durante il combattimento si organizzano e lavorano in squadra. Segnaliamo però alcuni casi in cui ci è capitato di imbattersi in nemici che hanno mostrato totale indifferenza alla nostra presenza, e che pur avendoci di fronte non ci hanno nemmeno attaccato.
Le armi di cui disporremo durante l'avventura sono circa 15, senza contare gli esplosivi, un set decisamente nutrito, che ci serviranno per affrontare e distruggere i nemici che incontreremo durante il gioco: soldati e mezzi nord coreani oppure creature aliene. Si tratta di armi come fucili, pistole, lanciamissili, che possono essere personalizzate con alcune opzioni come mirini, faretti, lanciagranate o proiettili speciali. Le armi dispongono inoltre di diverse modalità di fuoco.
Il gioco non si rivela particolarmente lungo: mediamente può essere completato in poco più di 10 ore.










